Glamping

A caccia del tartufo nelle Langhe con Glamping e Spa

In una fresca domenica di febbraio abbiamo vissuto un’esperienza davvero indimenticabile nelle Langhe, dove le colline si perdono a vista d’occhio e dove il vino, le nocciole e i tartufi sono i prodotti principali di una terra che dal 2014 è stata riconosciuta patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO insieme al Roero e al Monferrato, per la sua bellezza e per le caratteristiche uniche.

A caccia di tartufi sulle colline di Alba

Sveglia di buon mattino e appuntamento non lontano da Alba con Carlo e il suo cane Buc. In gergo chi ricerca i tartufi si chiama trifolau e solitamente si dedica a questa attività da solo con il suo inseparabile compagno a quattro zampe, in orari in cui le persone non sono in giro: la mattina presto e la sera tardi. Questa volta però potremo accompagnarlo alla scoperta di tutti i segreti di questo tubero naturale raro e molto apprezzato, che spesso è poco conosciuto.

Il tartufo è un fungo ipogeo, il che significa che cresce sotto terra, spesso in simbiosi con le radici degli alberi. I tartufi sono noti per il loro aroma intenso e il loro sapore distintivo, che può variare a seconda della specie. Ce ne sono diverse, ma tra le più rinomate c’è il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) e il tartufo nero che c’è sia nella versione estiva che in quella invernale. (ad esempio, Tuber melanosporum).

Più che un lavoro è una passione quella del trifolau, “perché richiede tanti sacrifici” – ci racconta Carlo. Tante ore fuori casa anche sotto le intemperie. La pioggia e la neve non devono spaventare, perché anzi migliorano la resa del terreno e la possibilità di trovare tartufi. Per svolgere questa attività bisogna avere una licenza e la conoscenza minuziosa di tutto il territorio. I cani vengono addestrati fin da piccoli, cresciuti a tartufo finché non lo desiderano così tanto da cercarlo ovunque. Infatti quando ne trovano qualcuno e iniziano a scavare, bisogna essere pronti a bloccarli, se no se li mangiano. I tartufi bianchi, che sono i più rari vengono venduti dai 250 euro al grammo, ma il loro valore triplica o quadruplica nei ristoranti.

Con rammarico Carlo ci racconta come le leve giovani non scelgano più questo lavoro che rappresenta la tradizione della zona e che porta avanti anche un concetto di rispetto del territorio molto importante. Le modifiche del terreno, i boschi trasformati in aree di coltivazione, intaccano la produzione di tartufo che si sviluppa maggiormente nei boschi naturali che vengono salvaguardati costantemente e puliti per renderli terreno fertile e fecondo. Per chi volesse saperne di più segnaliamo l’associazione Save the Truffle che si propone proprio di portare avanti questa importante tradizione.

Noi ci siamo appassionati al suo racconto e al cane Buc che nel giro di qualche ora ci ha portato con entusiasmo alla scoperta di questa attività.

Un tour alla città di Alba

Dopo aver concluso il giro in collina siamo scesi alla città di Alba, dove Paolo, fondatore della società Yookye, che si occupa di creare viaggi su misura e che ci ha aiutati nell’organizzazione di questa gita, ci ha portati alla scoperta della sua storia tra vicoli, chiese e fontane. Prima però un pranzo a base di tartufo all’Osteria la Fermata.

Alba è un tesoro nascosto tra le colline del Piemonte, dove la tradizione culinaria si fonde con la storia e la bellezza paesaggistica. Durante la stagione autunnale, la città si anima con festival del tartufo, trasformandosi in un paradiso gastronomico. Il suo centro storico è molto bello da percorrere a piedi grazie alle strade medievali e la maestosa Cattedrale di San Lorenzo. Il Museo Ferrero, dedicato al cioccolato e alla celebre Nutella, aggiunge un tocco dolce alla visita.

Vi segnaliamo che quest’anno la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco si svolgerà dal 12 ottobre all’8 dicembre. Qui maggiori info: www.fieradeltartufo.org.

Da Alba, abbiamo poi raggiunto la Cappella del Barolo, in passato denominata Cappella di Santissima Madonna delle Grazie e conosciuta anche come Cappella delle Brunate. Si trova a La Morra ed è un edificio mai consacrato che serviva da riparo e rifugio per gli agricoltori del luogo durante le giornate di pioggia. Nel 1999, questo luogo ha subito una reinterpretazione artistica ad opera di Sol LeWitt e David Tremlett. I colori scelti sono quelli caldi che anche in una giornata piovosa e grigia, come quella in cui l’abbiamo vista noi, permettono di creare un effetto gioioso e spensierato. Sicuramente un luogo super instagrammabile anche se al momento ci sono dei lavori in corso nei dintorni.

Glamping nelle Langhe: Spa e casa sull’albero

Dopo una giornata alla scoperta del territorio è l’ideale, per chi ama provare accommodation diverse e particolari come siamo noi, passare una notte rilassante all’Agri Village Alba.

Qui abbiamo dormito in una casa sull’albero e provato la fantastica SpaB con il percorso benessere. Oltre a questa casa completamente in legno su palafitta, nel camping village, sono presenti anche diverse botti di vino Barolo che sono state adibite a piccole stanze per due persone, ideali per chi cerca una soluzione originale e non è spaventato dal bagno esterno.  Tanti le scelgono per i loro addii al nubilato in abbinata con il percorso benessere oppure in occasione di compleanni con amici o eventi particolari.

Nella SpaB abbiamo vissuto tre ore fantastiche grazie a Marco, che ci ha accompagnato tra una stanza e l’altra passando dalla Barolo Sauna, il Crutin Hammam, il bagno nella tinozza di vino, le degustazioni nell’Idromassaggio panoramico, la grande sauna contadina alle Erbe di Langa, il tuffo nel tino, la green room e la Roero Lounge e per finire nella Yurta originale dedicata all’Alta Langa dove siamo stati avvolti dal suono delle campane tibetane. Maggiori info qui.

La casa sull’albero invece, ci ha accolti nel suo caldino nonostante la giornata fredda e piovosa. Arredamento spartano, si compone di una stanza con cucinino e bagno. È circondata da un giardino con tavolo e sedie e permette di usufruire di tutti i servizi del camping, tra cui la piscina aperta nella stagione estiva e il ristorante.

Una bella e rilassante esperienza che è andata a chiudere una magnifica giornata di scoperta all’insegna del tartufo. Super consigliata!

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