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Borghetto sul Mincio, atmosfere medievali tra sogno e storia

In una terra ricca di arte, attrazioni naturalistiche e turistiche, tradizioni gastronomiche e di ospitalità eccellenti, Borghetto sul Mincio rappresenta una delle punte di diamante del territorio al confine tra Lombardia e Veneto, sulla secolare strada che collega Garda e Mantova.

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

A pochi chilometri dalle rive del Lago di Garda, non distante da La Rocca Camping Village e da San Francesco Camping Village, si trova Borghetto sul Mincio, la frazione più antica e caratteristica della più grande Valeggio sul Mincio.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

Il borgo, annoverato e riconosciuto tra i più belli d’Italia, offre suggestioni medievali e un territorio circostante, breve è la distanza anche da Mantova, ricco di natura e arte. L’acqua da sempre segna il passo della vita di Borghetto sul Mincio, segnandone i confini e dando vita e lavoro ai suoi abitanti.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

Il primo insediamento di Borghetto sul Mincio, infatti, risale al periodo Longobardo, tra VI e VIII secolo, con l’istituzione di una dogana presso un guado sul fiume e la conseguente nascita di un piccolo fortilizio. Documenti risalenti al XII e XIII secolo suggeriscono, inoltre, che Borghetto sia stato un feudo appartenente all’Ordine dei Templari e, in seguito, ai Cavalieri di Malta fino a diventare possedimento dell’abbazia benedettina di San Zeno di Verona.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

Fra l’XI ed il XII secolo vede la luce il monastero di S.Maria, sulle cui rovine è stata poi costruita la neoclassica chiesa di San Marco Evangelista. Intorno al 1330 la Signoria Scaligera, proprietaria delle terre, fa erigere la cinta muraria merlata con fossato e due ponti levatoi.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

E del 1393, invece, la costruzione del Ponte Visconteo, il monumento più caratteristico del borgo e passaggio strategico miltare di importanza storica, attraversato nei secoli persino dall’armata francese di Napoleone nel 1796, e dall’esercito piemontese durante la Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

Voluto da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, il ponte è lungo 650 metri e aveva lo scopo di difendere i confini orientali del ducato dopo la conquista di Verona. Durante la successiva e lunga dominazione veneziana, dal 1400 alla fine del 1700, infine, Borghetto sul Mincio perde sempre più la propria vocazione militare per trasformarsi nei secoli in un importante concentrazione di mulini, diventando una delle prime realtà pre industriali della storia.

 

 

Oltre alla molitura, la principale risorsa della popolazione, nel tempo, è stata la pesca nelle acque del Mincio. A Borghetto il tempo sembra essersi fermato tra antiche mura e torri merlate, vestigia del passato, giardini ricchi e fioriti, mulini ad acqua ancora in funzione e tradizioni sempre vive.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

 

Il centro è stato recuperato e conservato con grande amore e lungimiranza e sono magiche le atmosfere che si vivono tra le antiche osterie, le ruote dei mulini che girano ininterrottamente da centinaia d’anni, il respiro verde che proviene dalla splendida ciclabile del Mincio, che collega Garda e Mantova.

 

photo credits: Antonio Mazzucchelli

Nei suoi dintorni, oltre al Lago di Garda e Mantova, si possono visitare il Parco di Sigurtà con il suo lussureggiante giardino naturalistico e l’Eremo di Laura, una lussuosa costruzione neogotica settecentesca, dedicata alla meditazione e alla contemplazione della natura che oggi ospita una fattoria didattica.

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