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Camperstyle.net: i caravanisti e blogger tedeschi Nele e Jalil si raccontano

Durante un viaggio a Lubiana, in una sosta in campeggio, abbiamo notato una caravan diversa dalle altre. Le serigrafie erano inconfondibili: si trattava della Fendt di Nele e Jalil, blogger e influencer tedeschi di camperstyle.de, diventata famosa perché spesso fotografata e ripresa sulle pagine Facebook e Instagram internazionali del brand. Non abbiamo perso tempo e siamo andati a conoscerli. Loro, gentilmente, ci hanno accolti in dinette e ci hanno raccontato la loro storia.

Come nasce Camperstyle e perché?

Nele: Abbiamo fondato Camperstyle nel 2015, perché volevamo essere indipendenti e autonomi. Entrambi lavoravamo, io come impiegata e Jalil come video maker freelance ma volevamo viaggiare, cosa non semplice quando si ha un normale lavoro d’ufficio. Io ero infelice, tre sole settimane di vacanze all’anno erano poche!  Durante la luna di miele, che è durata 6 mesi, abbiamo viaggiato 3 mesi con la caravan in Europa e tre mesi con lo zaino in spalla in Messico. In questo viaggio abbiamo fatto grandi esperienze viaggiando in caravan e ci siamo resi conto che non c’erano molti siti web che davano informazioni sull’argomento. Ora certamente l’offerta è molto diversa ma in quel momento era quasi nulla. Quindi ci siamo detti: “Perché non lo realizziamo noi questo sito web dedicato a chi è alla prima esperienza in caravan?!”

Jalil: Abbiamo fatto circa 14 mila chilometri, durante quella vacanza, dalla Norvegia, alla Spagna, fino all’Italia e abbiamo dovuto fare esperienza molto velocemente che ci è servita per realizzare il nostro sito, focalizzandolo fortemente sui neo camperisti e neo campeggiatori, che più di tutti hanno bisogno di informazioni. Volevamo raccogliere e condividere tutto ciò che noi abbiamo imparato facendo errori, perdendo o rompendo cose, dimenticando a casa cose che poi si erano rese indispensabili o caricandoci di materiali inutili.

Quando siete passati a una dimensione professionale?

Nele: Quando è nato il sito abbiamo pensato che, in un futuro, forse avrebbe potuto diventare una vera e propria occupazione professionale. Sin dall’inizio abbiamo pensato, quindi, di non farne un blog tradizionale e una sorta di diario, ma piuttosto abbiamo cercato subito l’impronta da vero magazine, con informazioni indicizzate e raccolte per argomenti, molto facili da trovare e consultare. Il sito, poi, è cresciuto velocissimo: dopo solo circa un anno abbiamo cominciato ad avere difficoltà a conciliare i nostri lavori precedenti con l’impegno che veniva dal sito, sempre in aumento. Credo che solo nel primo anno abbiamo raccolto 30mila utenti al mese circa, qualcosa che ci ha investiti anche di un certo senso di responsabilità: devi scrivere articoli, devi dedicarti agli aspetti tecnici, devi produrre i contenuti che il pubblico si aspetta. Stava diventando troppo grande! Abbiamo pensato a un modo per monetizzarlo, farne un valore economico, ma non sapevamo davvero come, non eravamo esperti di marketing su Internet. Ci siamo allora rivolti al Bavarian Media Institute, per una sorta di incubazione e di patrocinio. A loro piacque il progetto, crediamo, perché  rappresentava una novità gestita da persone giovani con leggerezza ma anche con competenza. Ci siamo distinti, in quel momento, in un settore che, forse, in Germania aveva bisogno di nuovi impulsi e modi di relazionarsi con il pubblico. Ci hanno supportati con fondi, un ufficio e risorse, soprattutto, formazione in diversi campi, primo tra tutti il marketing online. È stato così che, raccogliendo esperienza e conoscenze personali con gli input provenienti dall’esterno, abbiamo iniziato a costruire una vera opportunità di business, circa all’inizio del secondo anno di attività. È stato molto difficile all’inizio perché in Germania l’industria del campeggio era piuttosto “vecchio stile”, poco aperta a nuovi progetti e modalità e con strutture ricettive molto tradizionali, per lo più a conduzione familiare e poco innovative.

Jalil: In Germania abbiamo enormi e prestigiosi produttori di veicoli ricreazionali che esportano migliaia di camper e caravan ma la realtà che li attende è composta da tante piccole strutture a conduzione familiare: è un mercato difficile da penetrare. Era presto per i reparti vendita per capire che il pubblico non compra un camper o una caravan su Internet ma cerca informazioni, brand, qualità. Ancora nel 2015 il pensiero dominante, nell’industria del campeggio tedesca, era che Internet fosse un media per “giovani”, perciò c’era un grande vuoto tra la domanda e l’offerta di informazioni. Noi abbiamo iniziato prima che l’industria si accorgesse della reale necessità di investire sul web. Adesso c’è più coscienza ma i brand, spesso, non sono preparati perché non hanno costruito le loro strutture comunicative su Internet in tempo. In questo caso vengono da noi e iniziamo un lavoro insieme. Noi mettiamo a loro disposizione la nostra esperienza, sviluppiamo progetti e proviamo a stabilire con loro delle relazioni personali perché ci piace molto il tipo di persone, molto appassionate, che lavorano in questa industria. Cerchiamo di interfacciarci sempre con le persone perché è così che capiamo i trend e i problemi del settore.  Sviluppiamo progetti solo sui bisogni individuali del cliente, non troverai sul sito dei pacchetti standard ma tutto è personalizzato.

La vostra esperienza di campeggiatori quanto interviene nel processo?

Jalil: Certamente i clienti approcciano al nostro stile anche per la nostra esperienza di campeggiatori. Noi guidavamo veramente una caravan per migliaia di chilometri ed eravamo “nuovi”. Non sono ancora adesso moltissimi, comunque, i giovani o le coppie senza figli che viaggiano in camper o caravan. Era ed è in parte ancora un settore più orientato alle famiglie e alle persone mature. Ed è così, per esempio, che Fendt ci ha notati ed è venuta da noi con un’idea di collaborazione. Seduti intorno a un tavolo insieme, ci siamo stupiti di quanto aperta in realtà fosse come azienda a tutto ciò che le proponevamo. La nostra idea, infatti, era che Fendt fosse un brand molto conservatore e tradizionale, e costoso. Non immaginavamo proprio che il nostro stile di vita potesse essere  interessante per loro, invece rappresentavamo qualcosa di inedito e innovativo per la loro filosofia. E a loro siamo piaciuti proprio per questo!

E ora come vivete e cosa state facendo?

Possediamo un appartamento in città ma per la maggior parte dell’anno, quasi in maniera permanente viviamo immersi in questo vero e proprio stile di vita: viviamo nella nostra caravan per la libertà che ci dona ma contemporaneamente è anche il posto sicuro dove “possiamo andare” a rifugiarci. È la nostra casa, puoi partire quando vuoi in pochissimo tempo. Fai i piatti, un po’ d’ordine… e vai. Dove vuoi.

Jalil: Noi non siamo campeggiatori stanziali, restiamo pochi giorni ovunque e viaggiamo sempre. Abbiamo però l’esigenza di vivere e lavorare comodamente. A bordo abbiamo tutto quello che ci occorre, dai collegamenti wifi alle tecnologie per video e foto.

Fendt, perciò, vi ha dato questa caravan e voi l’avete personalizzata?

Nele: Come puoi vedere sì, abbiamo fatto molto lavoro. La gente si distrae in autostrada a guardarci! Abbiamo cercato di mediare tra un design delle grafiche che non fosse troppo “crazy” rispetto all’immagine del brand ma Fendt ci ha comunque concesso di essere quello che siamo e di esprimerci con un look giovane, innovativo. Il design dei grandi marchi di caravan è, in effetti, molto conservativo e piuttosto omologato. Fendt si distingue già per il suo look esterno ma noi volevamo dei colori! Vogliamo introdurre, con il nostro lavoro, un po’ di colore anche in questi ambienti che, mediamente sul mercato, propongono prevalentemente toni grigi, bianchi, neri o varie sfumature di marrone. Se si vuole aprire il mercato ai giovani ci vuole un po’ di colore, pensiamo.

Jalil: Occorre, secondo noi, relazionarsi anche ai nuovi media nel marketing: per esempio noi abbiamo scelto di avere loghi più grandi, sulle tappezzerie come sulle fiancate e i frontali dei veicoli. Il design è perfetto per i media come Instagram e Facebook, alla visibilità sulle foto, per esempio, sui nostri smartphone. C’è oggi un nuovo modo di comunicare e occorre comprenderlo e presentarsi in modo innovativo.

Com’è vivere a bordo di una Fendt?

Nele: Siamo entusiasti perché puoi capire dalla qualità, quanto ogni dettaglio sia progettato per la persona. Noi viviamo permanentemente qui, su una Bianco Selection 435 SF, ed è importante che tutto sia solido, affidabile, tutto deve durare per un uso estenuante. Questo veicolo ha già fatto 30mila chilometri, abbiamo un cane, stiviamo di tutto e non abbiamo mai problemi. È un brand che fa veicoli da usare, non solo da guardare, con noi viene sottoposto a uno stress impensabile nella vita di una caravan che una famiglia usa qualche settimana all’anno.

Jalil: Inoltre abbiamo le dotazioni per ogni esigenza, ogni risorsa energetica indipendente con gas e pannelli solari, lo spazio per vivere e lavorare e questo modello, inoltre, offre le dimensioni più adatte al nostro tipo di turismo e di lifestyle.

E parliamo di voi e l’Italia: dove siete stati, nel nostro Paese?

Nele: Abbiamo per ora, viaggiato prevalentemente nel Nordest: Veneto, Trentino, Venezia Giulia. Andremo certamente al Sud nei prossimi viaggi. Ma è un Paese che non abbiamo davvero scoperto ancora, lo faremo appena possibile!

Ringraziamo Nele e Jalil e auguriamo loro ancora tantissimi viaggi e tanto successo professionale!

Se vuoi seguirli nelle loro avventure:

Il loro sito internet
La pagina Facebook
Instagram

Credits photo: Camperstyle.net

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