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Franckreporter fa il suo ingresso nella nostra redazione

Oggi diamo il benvenuto nella nostra redazione ad un nuovissimo editor che siamo sicuri apprezzerete tantissimo e che imparerete a conoscere attraverso i suoi articoli, se non lo conoscete già. Si chiama Francesco Salvaggio, in arte Franckreporter, un fotografo eccezionale, un professionista molto attivo e che ha viaggiato in tutto il mondo alla scoperta di luoghi meravigliosi raccontati attraverso i suoi scatti mozzafiato. Per presentarvelo abbiamo pensato di fargli una vera e propria intervista, eccola qui di seguito.

Credits Frankreporter – Francesco Salvaggio

Raccontaci di te, chi sei?
All’anagrafe Francesco Salvaggio, ma ormai online e non sono conosciuto come Franckreporter. Vivo proprio nel centro della Toscana tra la provincia di Firenze e Pisa. Seppur i miei studi siano stati molto scientifici, sono perito informatico e ingegnere informatico, ho capito sin da subito che la laurea sarebbe servita solo come completamento del percorso di studi iniziato da adolescente e che avrei avuto bisogno di far esplodere la mia vena più creativa. Per questo dentro di me ho sempre saputo che avrei dovuto trovare un lavoro che gratificasse la mia anima più umanistica e creativa piuttosto che quella scientifica. Da qui ho iniziato a lavorare prima per hobby con l’agenzia Istockphoto durante il mio periodo di studi e poi dopo la laurea in modo full time con GettyImages. A completamento del mio percorso accademico ho deciso anche di prendere un master in video editing & post production alla Rai di Firenze, con la volontà di aumentare anche il mio bagaglio culturale nei video.

Che cosa vuol dire viaggiare per te?
Per me viaggiare ha da sempre voluto dire aumentare il mio bagaglio culturale in primis e poi anche andare alla ricerca di nuove emozioni e sensazioni, come immaginerete nel mio lavoro da fotografo è molto importante oltre alla creatività, l’ispirazione e avere nuove idee con cui ricercare nuovi contenuti. L’ispirazione quindi è fondamentale per me trovarla cambiando molto spesso il mio habitat naturale. Allo stesso tempo è un modo per lasciare a casa i pensieri per ricercare nuove realtà. Sembrerà strano che un fotografo che viaggia per lavoro non abbia molte preoccupazioni ma per me l’uscire dalla mia realtà di casa favorisce proprio in modo totale il fatto di sentirmi ancora una volta libero e ispirato.

Qual è stato il luogo che hai visitato che ti ha lasciato maggiormente “senza fiato”?
Ce ne sono alcuni ed è difficile stilare una classifica di preferenze. Vado matto per i grandi parchi degli Stati Uniti dell’ovest e midwest ma devo ammettere che anche di fronte alle Twelve Apostles in Australia mi sono detto “caspita come è fantastica la natura!”.

 

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Hai una passione per i glamping, cosa ne pensi di questo fenomeno, che tipologie hai testato fino ad adesso e quali ti sono piaciute di più?
Si è stata una piacevole scoperta da inizio 2019, penso che anche nel mondo del turismo ci si debba rinnovare e credo che questa ventata di aria nuova possa favorire un business che ha sempre bisogno di novità. Sono sicuro che non sia ancora esploso del tutto il glamping in Italia ed Europa e ci siano davvero grandi margini per vedere strutture innovative portare ulteriori nuove idee per questo settore. Personalmente ho avuto modo di provare molte delle modalità di glamping fruibili al mondo, dalla casa sull’albero, alla tenda taipei, alla bubble home, fino all’Aistream! Come effetto scenico sicuramente il tipo di alloggio più bello è la bubble room in pvc trasparente ma come piacere di soggiorno direi una bella casa sull’albero!

 

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