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Friuli Venezia Giulia: tour enogastronomico!

Il Friuli Venezia Giulia è una regione perfetta per il turismo in camper e caravan. In un’unica regione si trovano stimoli sia per gli amanti del mare che per gli amanti della montagna. Bellissima d’estate e perfetta durante l’inverno per gli amanti dello sci.

Da una parte risente dell’influenza del Veneto e dall’altra delle influenze della parte nord dei Balcani.

Le ricette e i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia.

È una regione vasta, confina a nord con l’Austria e a Est con la Slovenia.  Bagnata dal mare con montagne importanti quali le Alpi orientali e una zona pedoclimatica particolare quale il Carso. Queste varietà zonali e climatiche le ritroviamo anche a tavola ovviamente, unitamente alle diversità delle culture legate anche da motivazioni storiche.

Se gradite un antipasto assaggiate il Liptauer. Una crema di formaggio servita su pane di segale. Lo trovate più facilmente ai confini con l’Austria, Slovenia e Croazia.

Se siete nel litorale sloveno e istriano tra i primi piatti da assaggiare non può mancare la Jota.  Si tratta di una minestra con cavolo cappuccio, fagioli e patate, spesso insaporita con costine di maiale, cotenna o carne di maiale affumicata. Prima di allontanarvi da questa zona assaggiate anche i Fusi Istriani, ovvero dei triangoli di pasta di solito conditi con ragù di gallina o selvaggina.

Più famosi sono gli gnocchi friulani, spesso di pane o di zucca, ma prodotti anche usando le susine. Interessanti anche gli Krafi, mezzelune di pasta all’uovo ripiene di formaggio, uova e a volte un pizzico di zucchero, conditi con sugo di arrosto.

Famosissimo il prosciutto di San Daniele, non ha bisogno di presentazioni, è un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale.

Se leggete sul menù di un ristorante Shulta Fumât sappiate che si tratta di una spalla di maiale disossata, sgrassata, affumicata e successivamente cotta a vapore.

Per gli amanti del genere ecco il Muset, un insaccato simile al cotenchino, spesso abbinato alla “Bruade”, ovvero una rapa bianca.

Da non perdere lo Stinco di Carnia, sotto salatura e salamoia con pepe, aglio, ginepro e alloro e poi affumicato e cotto al vapore… una vera leccornia.

Per gli amanti del pesce non poteva mancare una zuppa, che in questa regione si chiama “Boreto”, la zona dove gustarlo al meglio è senza dubbio Grado.

Impossibile non nominare i Sardoni, rigorosamente pescati nella riviera di Barcola. Potremmo volgarmente definirle Sardine più grandi. SI fanno impanati o in bianco, ovvero lessati con aglio e cipolla e poi conditi con olio, pepe e prezzemolo.

Altro prodotto famoso di questa regione è il Frico. Una piccola torta, o frittella grande prodotta con formaggio e patate. Ogni luogo, città, famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, e non chiedetela o finirete per venire considerati ospiti non più graditi.

Impossibile non finire un pasto friulano senza assaggiare un loro dolce: si spazia dalle Frittole, ovvero frittelle a base di pinoli e uvetta, saltando agli Strucchi. Sono fagottini con lo stesso ripieno della Gubana. Quest’ultimo è un dolce lievitato con noci, uvetta, pinoli, zucchero e grappa.

Non perdetevi la Pinza, una torta con farina bianca e gialla impastata con zucchero, latte, frutta secca e semi di finocchio (nella zona verso il Veneto).

I vini del Friuli Venezia Giulia

Tra i vini più famosi di questa regione c’è sicuramente il Friulano (una volta si chiamava Tocai), lo trovate sia bianco che rosso. Di norma si tratta di vini giovani, poco impegnativi, da pasto e beverini, unitamente al Verduzzo friulano, un bianco leggero.

Foto di Vinotecarium da Pixabay

 

Insieme al Picolit, il Pignolo, lo Schioppettino e il Refosco dal peduncolo rosso formano il dream team della squadra dei vitigni autoctoni.

Se amate le bollicine provate la Ribolla spumantizzata. Una volta si usava questo vitigno principalmente per produrre vini bianchi fermi, negli ultimi anni è cresciuta la versione spumante, perfetta per un aperitivo con salumi e formaggi locali.

Particolarmente aromatica la bianca Malvasia Istriana, da gustare magari in versione dolce.

Sia la Ribolla che la Malvasia, si vocifera che siano state introdotte in questa regione nel medioevo.

In linea di massima in questa regione troviamo anche molti vitigni internazionali, quali Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Pinto nero, Cabernet Franc. Difficile dare una connotazione a questi vini, le loro caratteristiche differiscono molto da zona a zona, a seconda del terroir in cui vengono prodotti e dalle scelte dei vignaioli, per cui vale la pena di assaggiarne quanti più possibile (c’è sempre un lato positivo in fondo).

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