Dal recupero di terreni agricoli agli investimenti nel turismo esperienziale, il glamping continua a conquistare imprenditori e viaggiatori. Tra Toscana, Sicilia e Veneto nascono nuove strutture che raccontano come stia cambiando il modo di vivere le vacanze outdoor.
Negli ultimi anni il glamping ha smesso di essere una semplice evoluzione del campeggio per trasformarsi in uno dei segmenti più dinamici dell’ospitalità italiana. Se fino a pochi anni fa tende safari, lodge di design e cabine immerse nella natura erano considerate una curiosità, oggi rappresentano una vera opportunità di investimento e uno strumento di valorizzazione del territorio.
A confermarlo non sono soltanto le numerose aperture registrate negli ultimi mesi, ma anche l’interesse crescente degli investitori verso un comparto che unisce turismo esperienziale, sostenibilità e redditività.

Secondo diverse analisi pubblicate nel corso del 2026, il glamping è diventato una vera e propria asset class del turismo. Il suo successo è legato alla capacità di offrire esperienze autentiche in contesti naturali, mantenendo però standard di comfort sempre più elevati. Per gli investitori rappresenta un modello capace di ridurre i tempi di ammortamento rispetto all’hotellerie tradizionale, mentre per i viaggiatori significa vivere la natura senza rinunciare ai servizi tipici di un resort.
Il cambiamento riguarda anche il modo in cui vengono concepite le nuove strutture. Sempre più spesso il glamping nasce dal recupero di aziende agricole, aree rurali o spazi inutilizzati, contribuendo a dare nuova vita a territori che fino a pochi anni fa erano esclusi dai principali flussi turistici.
Dal semplice soggiorno all’esperienza
Se il campeggio tradizionale continua ad attrarre milioni di appassionati, il glamping intercetta un pubblico diverso.
Le nuove generazioni cercano soggiorni “instagrammabili”, le coppie desiderano privacy e servizi esclusivi, mentre molte famiglie vogliono offrire ai figli il contatto con la natura senza rinunciare a bagno privato, climatizzazione, letti confortevoli e connessione internet.
Più che vendere un pernottamento, le nuove strutture propongono esperienze: degustazioni, attività sportive, benessere, laboratori, escursioni, osservazione delle stelle, percorsi nella natura e attività legate al territorio.
È proprio questa trasformazione ad alimentare la crescita del settore.
Tresort Oil Glamping: la Maremma raccontata attraverso l’olio
Tra i progetti più interessanti inaugurati nel 2026 c’è sicuramente il Tresort Oil Glamping, aperto a Principina Terra, alle porte di Grosseto.
Il nome della struttura racconta già la sua filosofia. La parola “Oil” richiama infatti il patrimonio olivicolo della Maremma e sottolinea il forte legame con il paesaggio agricolo che caratterizza questo angolo di Toscana. Non è soltanto un glamping immerso nella natura, ma un progetto che nasce all’interno di un contesto produttivo e culturale dove l’olivo diventa parte integrante dell’esperienza di soggiorno.
Il complesso si sviluppa su 22 ettari e comprende circa 8.000 ulivi appartenenti a sette cultivar, un grande parco botanico con oltre 450 alberature e circa 3.000 piante aromatiche, creando un ambiente in cui agricoltura, paesaggio e ospitalità convivono in modo armonioso.
Presentato come il primo agricampeggio della Maremma ad aver ottenuto i cinque girasoli, il massimo riconoscimento previsto per questa categoria ricettiva, il Tresort Oil Glamping propone un’idea di lusso discreto, costruita attorno alla qualità dell’ambiente, al design contemporaneo e all’identità del territorio.
Più che una semplice struttura ricettiva, rappresenta un esempio di come il glamping possa diventare uno strumento di valorizzazione delle produzioni agricole locali e del paesaggio rurale.
Soverato punta sull’eco-esperienza
Spostandosi in Calabria cambia completamente l’approccio, ma non la filosofia.
A Soverato è stato inaugurato un nuovo villaggio glamping eco-esperienziale, I Giardine del Carmine, presentato dai promotori come il primo del suo genere nella regione.
Il progetto nasce con l’obiettivo di coniugare ospitalità, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio, proponendo un turismo capace di mettere in relazione gli ospiti con il patrimonio naturalistico e culturale della costa ionica calabrese.
L’attenzione non si concentra soltanto sulle sistemazioni, ma soprattutto sulle esperienze: attività all’aria aperta, percorsi nella natura, scoperta delle tradizioni locali e un approccio all’ospitalità orientato al rispetto dell’ambiente.
Per una regione che negli ultimi anni sta investendo sempre di più nel turismo open air, questa apertura rappresenta un segnale significativo e testimonia come il glamping stia diventando uno strumento per diversificare l’offerta turistica e intercettare nuovi mercati.
Eutierra: in Sicilia il glamping diventa uno stile di vita
Ancora diversa è la filosofia di Eutierra living, inaugurato a Punta Secca, nel Ragusano.
Presentato come il primo glamping outdoor experience della Sicilia, il progetto supera il concetto tradizionale di campeggio e costruisce un luogo d’incontro per una comunità di viaggiatori accomunati dalla passione per la natura, il mare e le attività outdoor.
Surf, skate, yoga, caffetteria specialty, momenti di condivisione e spazi pensati per il benessere diventano parte integrante dell’esperienza.
Il soggiorno non è più il punto di arrivo, ma soltanto uno degli elementi di un progetto più ampio che punta a creare relazioni, esperienze e uno stile di vita.
È un modello già molto diffuso in alcune destinazioni internazionali e che oggi trova spazio anche in Sicilia, dimostrando come il glamping possa parlare linguaggi molto diversi a seconda del territorio in cui nasce.
Il territorio diventa il vero protagonista
Le nuove aperture confermano come il glamping stia attraversando una fase di profonda maturazione. Se nei primi anni il fenomeno era spesso associato a sistemazioni scenografiche e insolite, oggi i progetti più interessanti sono quelli che riescono a costruire un forte legame con il territorio.
Non è un caso che molte nuove strutture sorgano all’interno di aziende agricole, vicino a riserve naturali o in aree rurali poco conosciute. L’obiettivo non è soltanto offrire un alloggio originale, ma creare un’esperienza capace di valorizzare paesaggi, produzioni locali, attività all’aria aperta e cultura del luogo.
Per questo motivo il glamping sta diventando sempre più uno strumento di sviluppo turistico per aree finora rimaste ai margini dei grandi circuiti. E se la domanda continuerà a crescere con gli attuali ritmi, è probabile che nei prossimi anni assisteremo all’apertura di molte altre strutture innovative, ciascuna con una propria identità ma accomunata dalla stessa idea di ospitalità: vivere la natura senza rinunciare al comfort.



