Campeggi

Intervista a Ramon Van Reine, Mr ACSI

Al CMT 2019 di Stoccarda abbiamo incontrato Ramon Van Reine, il brillante Ceo di ACSI, le famose guide verdi che, da oltre 50 anni, recensiscono i migliori campeggi d’Europa e indirizzano i campeggiatori nelle loro scelte.

Foto scattata al CMT di Stoccarda 2019 – credits Enrico Bona

Iniziamo con la storia di ACSI. Qual è stata la sua evoluzione negli anni?

Prima di tutto, quest’anno è il nostro 55° anniversario! Il creatore di ACSI è stato mio padre, Ed Van Reine, faceva l’insegnante. Infatti, siccome negli anni ’60, nel nostro paese, le vacanze scolastiche erano lunghe 6 settimane, iniziammo molto presto a campeggiare in tutta Europa con tutta la famiglia. Era, oltretutto, un momento unico: l’inizio del turismo all’aria aperta e in campeggio come lo conosciamo oggi. Tutto, in questo settore, in quel periodo andava velocissimo. La crescita era enorme, tanto che un giorno, mentre eravamo in campeggio in Costabrava in Spagna, mio ​​padre si trovò di fronte, per la prima volta, la realtà di un campeggio completamente prenotato. Questo fu il momento preciso in cui ebbe l’idea per ACSI, Auto Campers Services International, inizialmente come sistema di prenotazione dedicato ai viaggiatori del campeggio. Successivamente, mio ​​padre fece la scelta di abbandonare il booking, creando, invece, la prima guida ai campeggi europei.

Quella guida, per la prima volta, elencava solo campeggi verificati: una caratteristica del tutto innovativa per questo mercato continuamente in crescita. I campeggiatori cercavano e avevano bisogno di informazioni, non c’era Internet come oggi, il materiale informativo stava a poco a poco nascendo e la guida ebbe subito un grande successo.

Il nostro travel book è partito da una sola edizione fino a raggiungere oggi, per la guida cartacea, edizioni in 7 lingue. L’anno scorso abbiamo venduto oltre 700.000 copie, senza però perdere mai di vista Internet e, anzi, partendo in anticipo su tutti anche in questo ambito: il nostro sito www.eurocampings.eu, è stato il primo sito dinamico a fornire informazioni sul campeggio in Internet. Abbiamo lanciato il nostro sito inizialmente in 4 lingue e oggi è cresciuto fino a essere tradotto in 15 lingue, incluso il cinese. Cerchiamo sempre di anticipare il futuro: abbiamo la nostra guida cartacea, un ottimo sito web e non dimentichiamo che abbiamo creato, già 6 anni fa, anche la nostra app. Questa include una navigazione molto veloce, molti servizi on-line e offline e ora stiamo lavorando anche per implementare il servizio di prenotazione.

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Cosa c’è, quindi, nel futuro di ACSI?

ACSI è uno specialista di campeggi, un editore e anche un tour operator. Offriamo tour in campeggio in Europa e fuori dall’Europa; per esempio, quest’anno siamo il primo e unico tour operator a organizzare un viaggio in camper a Cuba. Abbiamo già due tour completamente prenotati e questo sarà un evento molto speciale. Inoltre, abbiamo recentemente creato SunCamp: una rete di 450 campeggi nel sud dell’Europa, in Spagna, Italia, Francia e Croazia, dove il viaggiatore può prenotare piazzole e alloggi. In 35 di questi abbiamo i nostri 600 Sunlodges: lodge di altissima qualità, insieme a una vasta offerta di tende glamping di lusso. Tutte le nostre sistemazioni SunCamp offrono servizi da Grand Hotel, con aria condizionata, lavastoviglie, linea internet e tutti il meglio che i campeggiatori si aspettano dall’esperienza Glamping.

Acsi dedica un’attenzione speciale anche ai mercati del turismo extra europei?

Sì, siamo uno dei pochi “developer” che si stanno dedicando a progetti di settore in Cina, ad esempio, svolgiamo un lavoro di consulenza per investitori cinesi e li aiutiamo a realizzare campeggi e glamping nel loro Paese. Stiamo già lavorando a un secondo progetto, mentre un primo è già stato terminato. Sono certo che il mercato cinese crescerà moltissimo nonostante sia ancora un po’ timido nei confronti del prodotto, perché è totalmente nuovo. Ma il nostro primo resort ha riscosso un grande successo in Cina, il viaggiatore cinese si è innamorato di tutto: dagli spazi alla natura, ai servizi di lusso. Per il nostro settore, in Cina c’è meno, al momento, di quanto ci fosse in Europa quando mio padre ha fondato ACSI negli anni ’60. E quel mercato è enorme, resteremo e ci svilupperemo.

Nell’era di Internet, la guida cartacea è ancora il vostro prodotto leader?

Lo è certamente. Siamo altrettanto forti su Internet ma la guida stampata offre ancora alcuni vantaggi particolari come la nostra carta sconti, la tessera del Club, e altri ottimi servizi. Ma soprattutto, fondamentalmente, il pubblico sa che siamo la migliore guida ai campeggi e l’unica che visita e prova oltre 10.000 campeggi ogni anno: forniamo ai campeggiatori informazioni affidabili, loro lo sanno e le vendite ci premiano. Ma anche altri numeri raccontano ulteriormente la realtà di Acsi. Abbiamo la nostra sede in Olanda, con due uffici e un call center multilingue, due uffici a Shanghai e Hong Kong per il mercato cinese e un team di sviluppatori software in India. L’organizzazione ACSI impiega totalmente, oggi, circa 230 persone a tempo pieno e 950 freelance.

Cosa ne pensa dei campeggi italiani?

L’Italia è, naturalmente, una delle destinazioni preferite per i nord europei. Per il clima, il cibo, la storia e le arti, la tradizionale gentilezza e per l’ospitalità degli italiani. Penso anche che ci siano campeggi di altissimo livello, in realtà lo standard è principalmente di lusso. A volte ho notato solo che i campeggi italiani hanno spiagge piccole rispetto ad altri. Ma è l’unica nota e devo riconoscere che non vale per tutti.

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