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Le opportunità per il turismo outdoor nel convegno organizzato da Human Company

Qualche giorno fa si è svolto alla Palazzina Reale di Firenze il convegno “OPEN/01: Sviluppo economico, innovazione e valorizzazione del territorio: le opportunità del turismo outdoor”, organizzato da Human Company, gruppo fiorentino leader in Italia nel comparto dell’open air.

Un incontro organizzato dal gruppo Human Company, che vuole farsi promotore di una tematica centrale per il nostro Paese per individuare le giuste formule turistiche per sviluppare l’enorme potenziale della destinazione Italia e avviare un processo virtuoso di innovazione e valorizzazione del territorio e delle innumerevoli risorse che esso offre.

La situazione attuale del comparto open air in Italia

L’incontro ha acceso i riflettori sull’open air, segmento in forte crescita della travel industry con un valore stimato di circa 5 miliardi di euro incluso l’indotto e oltre 60 milioni di presenze nel 2018.

Se paragonato con paesi limitrofi e simili per offerta turistica (un mix di storia, cultura, mare e natura) però, il mercato Italia è in affanno. La Spagna, per esempio, nel 2017 ha incassato dal turismo 40 miliardi in più dell’Italia (80 miliardi contro 40 miliardi) ed è riuscita a scalare la classifica mondiale, conquistando il secondo posto quale destinazione turistica dopo la Francia (l’Italia è solo quinta) grazie a un piano strategico di investimenti in infrastrutture e offerta. Eppure il potenziale dell’Italia è enorme. Lo dimostrano i numeri.

Per la destinazione Italia il 2017 è stato infatti un anno record. Con 427 milioni di notti la Penisola ha segnato +6% rispetto al 2016, registrando un incremento di presenze sia di stranieri (+6,3) che di italiani (+5,6%). Il contributo totale dell’industria turistica all’economia italiana nel 2017 è stato di 223 miliardi di euro, pari al 13% del PIL: un valore superiore alla media mondiale (10,4%) ed europea (10,3%), che conferma l’Italia quale paese a vocazione turistica. L’impatto economico si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con oltre 3,4 milioni di posti direttamente o indirettamente generati nel 2017, pari al 14,7% dell’occupazione totale della Penisola.

Sul podio degli ospiti stranieri svetta la Germania (+15%), seguita dagli Stati Uniti in leggera flessione rispetto all’anno precedente (-2%) e Francia (+7%). Nella classifica delle regioni più amate la prima è il Lazio, seguita da Lombardia, Toscana, Campania e Veneto. Regione quest’ultima che si conferma tra le best performer nel comparto dell’outdoor.

Le potenzialità di sviluppo per il futuro sono sicuramente positive, con +3% di previsione sugli arrivi stimati nel 2019, ma bisogna puntare su ecosostenibilità, innovazione, valorizzazione del territorio e capacità di attirare flussi turistici internazionali, oltre che sull’unione delle forze, come dichiarato da Marco Galletti, CEO di Human Company, che auspica agli operatori del settore, investitori pubblici e privati e istituzioni di fare sistema per portare il turismo open air di qualità anche nel Sud Italia.

Maggiori info su Human Company

Fonti dei dati presentati al convegno OPEN/1: primo Osservatorio del Turismo Outdoor realizzato quest’anno da Human Company in collaborazione con Travel Appeal, Il Sole 24 Ore, Enit 2017.

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