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L’Italia del Tartufo: in camper alla sua scoperta

L’Italia è uno dei Paesi al mondo con la più alta varietà di zone pedoclimatiche, il che si traduce in un numero elevato di varietà di frutta, ortaggi e prodotti agroalimentari in generale. Questo è motivo di grande orgoglio per il nostro Paese, rendendolo una delle mete più ambite per il turismo enogastronomico.

Camper e caravan sono perfetti per questo tipo di turismo grazie alla presenza di frigorifero e cucina. Questi veicoli permettono di acquistare prodotti freschi e, in caso di prodotti deperibili, di cucinarli immediatamente prima di tornare a casa.

Oltre ai libri di ricette tipiche regionali, quando esploro le librerie cerco sempre guide gastronomiche. Recentemente ne ho trovata una che ritengo davvero ben fatta, dedicata al tartufo. Il titolo della guida è inequivocabile: “L’Italia del Tartufo”.

Esistono diverse varietà di tartufo in natura, delle quali nove sono commestibili: il Bianco Pregiato (Tuber magnatum), il Nero Liscio (Tuber macrosporum), il Bianchetto o Marzuolo (Tuber borchii), il Nero Invernale (Tuber brumale), il Nero Moscato (Tuber brumale moschatum), il Nero Pregiato (Tuber melanosporum), il Nero Ordinario (Tuber mesentericum), il Nero Estivo o Scorzone (Tuber aestivum), e il Nero Uncinato (Tuber aestivum uncinatum).

Ogni varietà ha un proprio periodo di raccolta. La natura, ancora una volta, dimostra la sua perfezione, distribuendo la produzione di tartufi quasi tutto l’anno e permettendo agli appassionati di goderne per la maggior parte dei dodici mesi.

Questo significa che questo turismo è attivo tutto l’anno e quasi sempre è facile trovare un evento dedicato al fungo ipogeo, una notizia sempre piacevole per chi li ama.

Ne “L’Italia del Tartufo” è possibile trovare una ricerca completa ed esaustiva di tutto ciò che riguarda questo conosciuto e amato alimento.

Confesso che anch’io, che presuntuosamente credevo di sapere abbastanza su questo prodotto, ho scoperto molte cose nuove e interessanti. Sono rimasto particolarmente colpito dalla recensione di ben 138 comuni in Italia dove il tartufo è uno dei prodotti di punta del territorio. Si tratta di località che, nel corso degli anni, non hanno avuto la forza di promuovere i loro eventi quanto quelli più famosi, rimanendo in disparte.

 

Una cosa che ho molto apprezzato è che all’interno della guida c’è un calendario che indica dove e quando si svolgono gli eventi dedicati al tartufo in questi comuni. La guida illustra le caratteristiche di ogni comune, cosa vedere e fare, ne racconta brevemente la storia e, ovviamente, indica gli eventi principali e il periodo in cui si svolgono.

Molti di questi paesi, oltre al tartufo, hanno molto da offrire ai visitatori. In ogni angolo del nostro paese c’è un pezzo di storia testimoniato da un monumento, un museo, una chiesa o uno scavo archeologico che vale la pena di visitare.

Come cucinare il tartufo?

Il tartufo è un prodotto molto versatile in cucina, perfetto per essere consumato in camper e caravan. Questo fungo ipogeo non necessita di particolari cotture o trattamenti. Il famoso cuoco e maestro Marchesi, quando gli fu chiesto quale fosse il metodo migliore per cucinare il tartufo, rispose: “Il tartufo ha bisogno solo di un grande rispetto”.

Ci sono poche regole da seguire quando si cucina con i tartufi: mai cucinare il tartufo bianco, che va usato solo a crudo, lamellato direttamente sul piatto. Il tartufo nero, invece, può essere cucinato, ma sempre con attenzione e mai troppo a lungo. I tartufi neri uncinati è preferibile grattugiarli, mentre quelli neri lisci si possono anche lamellare.

Il tartufo è un prodotto in cui l’aroma è la caratteristica principale che apporta al piatto, quindi gli abbinamenti migliori sono quelli delicati, senza spezie o condimenti pesanti. Una semplice frittata, una fonduta di parmigiano o una crema di uova sono perfette per il tartufo nero. Per quello bianco, un piatto di tagliolini o fettuccine sottili al burro è più che sufficiente per godere del suo aroma. Se volete esagerare, potete mettere del tartufo su una tartare, ma mi raccomando, non usate senape o aceto per condirla.

Titolo della guida: L’Italia del Tartufo
Editore: Typimedia Editore
Per maggiori informazioni: www.italiadeltartufo.it

 

 

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