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“L’Italia è glamping”: parola di Maurizio Vianello

Golden Camping ha partecipato al Sipac 2017, la fiera specializzata dedicata ai campeggi, e ha incontrato Maurizio Vianello, presidente nazionale di FAITA FederCamping, associazione che rappresenta e tutela gli interessi ed i diritti delle imprese turistico-ricettive dell’aria aperta (camping e villaggi turistici). FAITA- FederCamping esiste da più di 50 anni e ha tra gli associati gran parte delle 2350 imprese italiane del settore operando attraverso 18 associazioni regionali. È tra i soggetti fondatori di CONFTURISMO e aderisce alla CONFCOMMERCIO e all’EFCO, organismo europeo di rappresentanza di settore. A Maurizio Vianello abbiamo fatto alcune domande.

Golden Camping: come si sta evolvendo oggi il settore turistico ricettivo open air?
Maurizio Vianello: Il mondo dell’ospitalità open air in Italia sta considerando di dimenticare l’origine della nascita dei campeggi, ovvero quella del turismo sociale, a basso costo, vocato ad ospitare persone a reddito limitato. Ci sono voluti parecchi decenni per capire, in Italia, che non era quella la formula che avrebbe generato grandi numeri di turisti internazionali. In alcune regioni si è già riusciti, nonostante il contesto generale. Mi riferisco per esempio al Lago di Garda in Veneto, alla costa Adriatica, ad alcuni campeggi ben strutturati sui laghi piemontesi e ad alcune situazioni in Toscana che hanno sperimentato soluzioni legate all’aspetto paesaggistico storico e culturale.  Mentre il grande potenziale di ricchezza del centro sud sta iniziando solo oggi a muoversi in questa direzione.

Golden Camping: la nostra linea editoriale promuove esperienze outdoor di qualità vissute frequentando campeggi di alto livello. E in Italia ne abbiamo parecchi.
Maurizio Vianello: L’offerta del settore campeggio credo che non sia ancora percepita come esperienza di alta qualità. Questa percezione è presente soltanto episodicamente in qualche azienda che ha come visione l’eccellenza. Certamente è un segmento di mercato che potrebbe fare molto bene al nostro mondo. Si è discusso su una serie di temi legati alla necessità di essere consapevoli che la dignità di imprenditore dell’open air deriva anche dalla capacità di essere all’altezza delle situazioni che il mercato richiede. È un investimento costantemente in corso. La FAITA- FederCamping sta lavorando sul tema da molti anni, con varie proposte e stimoli dati ai colleghi: qualcosa comincia a fiorire, specialmente nel Sud. Molto si può ancora fare sul piano imprenditoriale.

Golden Camping: per esempio?
Maurizio Vianello: oggi 2600 strutture italiane hanno delle capacità di essere attrattive di flussi qualificati, rispetto a quelli che sono stati finora, se si passa dalla rendita di posizione alla valorizzazione della location: occorre abbandonare la concezione che il campeggio sia una vacanza a basso prezzo. Il mercato comincia a offrire i prodotti che possono stimolare ad agire in questa direzione, come le tende e le case mobili o i servizi che possono essere associati alle soluzioni ricettive. Questo insieme genererà sicuramente un cambiamento di clientela ma stiamo viaggiando ancora con una marcia bassa. Il mondo gira a una velocità tale che in tre anni i mercati si rivoluzionano. Ci scontriamo con i problemi oggettivi dell’imprenditore che deve fronteggiare i tempi burocratici per realizzare i progetti. Benché questo sia stato a volte anche un alibi per l’immobilismo delle imprese. Credo che il prossimo passaggio sia la valorizzazione del campeggio italiano, se si riuscirà a capire che la parola “campeggio” è solo una delle opzioni dell’open air. Il campeggio dovrà diventare una destinazione e una location nella quale trovino spazio formule di campeggio tradizionale insieme a proposte di benessere: un campeggio che possa chiamarsi più “resort”. Nei prossimi anni avremo le risposte, la velocità del mercato è altissima.

Golden Camping: resort all’aria aperta, quindi.  Cosa ne pensa del fenomeno di tendenza del glamping?
Maurizio Vianello: riguardo al tema del glamping io temo che, come spesso accade in Italia, per un eccesso di valorizzazione del termine, andremo a svalutarlo. L’abbiamo fatto con il turismo sociale, con l’open air in generale. Il glamping invece è una filosofia da proporre sul mercato: offrire un’opportunità di esperienza su un territorio, di fidelizzazione inusuale, non per abitudine ma per stimoli che il territorio può dare: sarà strategico per un efficiente marketing territoriale.  Stando attenti, però, a non banalizzare anche questo concetto. L’Italia è glamping: ha tutti gli elementi della cultura, della storia, dell’esperienza gastronomica e tutti i pregi paesaggistici. Ma se non sappiamo commercializzarlo bene, temo che potremmo rovinarne il significato.

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