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Riscaldamento in camper: ad aria o ad acqua, quale scegliere?

L’uso del camper anche nelle stagioni fredde sta man mano diventando una prassi comune. La migliore coibentazione delle cellule, i sistemi di riscaldamento più efficienti, la maggiore facilità di trovare aree ben attrezzate adatte anche nelle località più fredde, hanno determinato una tendenza a sfruttare il veicolo anche per le vacanze invernali o le settimane bianche: le immagini di camper parcheggiati a bordo pista coperti di neve fuori mentre dentro si cena serenamente nel tepore della cellula sono ormai “virali”, come si dice nei tempi dei social.

Credits Hobby

 

In queste situazioni il riscaldamento del camper è una questione decisamente importante e le differenze tra uno o l’altro modello o marchio di camper, possono essere molto significative. La potenza della stufa, il livello di coibentazione per tenere fuori il freddo che è sempre la prima regola per non sentirlo all’interno, il tipo di riscaldamento e la sua diffusione a bordo, ma anche il tipo di camper sono tutti elementi che incidono notevolmente sul benessere “termico” a bordo.

Riscaldamento in camper: ad aria o ad acqua?

In questo articolo analizziamo le differenze tra i due sistemi di riscaldamento più diffusi, diremmo “universali”, sui camper: ad aria o ad acqua. Ad un Caravan Salon di Duesseldorf di qualche anno fa abbiamo visto anche una amabilissima e sciccosissima stufa a legna per veicoli ricreazionali ma, a parte che l’idea di accendere un fuoco all’interno della cellula seppur, ovviamente protetto, che non sia quello di stufe tecniche a gas e gasolio con bruciatore specifico non ci sembra una ottima idea, pensiamo che molto difficilmente una tale soluzione potrebbe avere l’omologazione …!

Credits Alessandro Cortellessa

Andiamo quindi ad analizzare come accennato i due grandi sistemi di riscaldamento a bordo.

Il riscaldamento ad aria

Il riscaldamento ad aria prevede una stufa integrata, riscaldamento e acqua sanitaria, o un riscaldatore, alimentati a gas o a gasolio, che immettono l’aria riscaldata in canalizzazioni che raggiungono vari punti della cellula, con percorsi e bocchette collocate in maniera strategica per riscaldare il più possibile uniformemente gli spazi. Il riscaldatore è sempre più frequente per il grande vantaggio di evirare la schiavitù dalle bombole.  Sui camper più vecchi e piccoli, oppure tutt’oggi su molte caravan, è possibile vedere anche una stufa senza canalizzazioni all’interno della cellula, ma con un semplice diffusore ampio disposto esattamente sulla stufa stessa. Il sistema con stufa o riscaldatore e canalizzazioni che equipaggia i veicoli ricreazionali è molto semplice nel suo funzionamento e decisamente efficace, con un ottimo rapporto tra costi, praticità d’uso e vantaggi, non a caso è usato sulla stragrande maggioranza dei camper, specie quelli delle fasce entry level o medie di mercato, ma spesso anche su veicoli di una certa caratura e prezzo che guardano il top di gamma.

Il percorso e la posizione delle uscite è fondamentale per ottimizzare la diffusione del calore generato: un sistema del genere progettato male o sbilanciato può facilmente portare ad aree nella cellula surriscaldate, mentre in altre zone il freddo si fa sentire. L‘uscita molto localizzata delle bocchette, inevitabile proprio per la struttura stessa di questo tipo di riscaldamento, può generare infatti degli squilibri, mitigati dal numero di bocchette o anche, ad esempio, da canalizzazioni specifiche per il perimetro dei letti o la cabina di guida, sui camper generalmente di prezzo più elevato, e dal percorso che seguono le tubazioni: è capitato di vedere situazioni in cui, a causa di un percorso troppo contorto o non ben calibrato, una o più bocchette nella cellula risultino meno efficienti. La quantità dell’aria riscaldata che esce a monte dalla stufa è quella data e deve essere ottimizzata e suddivisa sulle uscite.

Eberspeacher Airtronic schema

Il vantaggio di questo tipo di riscaldamento ad aria sta nella semplicità di progettazione, installazione e componenti necessari, quindi ovviamente soprattutto nei costi che incidono maggiormente sui camper più economici. La potenza è in genere di 4 kW per i veicoli più piccoli o di 6 kW per veicoli più grandi o camper che nascono pensati per climi più freddi. E’ frequente infatti trovare stufe da 6 kW anche su veicoli non grandi ma che si rivolgono soprattutto a mercati del Nord Europa come target.

Il funzionamento del riscaldamento ad aria, se ben progettato e ottimizzato, è molto valido, facile da usare ed efficace anche in situazioni di freddo intenso, purché ovviamente il camper sia ben coibentato, meglio ancora se con doppio pavimento. Alcuni motorhome, come i Carthago, ad esempio, sfruttano il volume del doppio pavimento con bocchette del riscaldamento dedicate per creare una zona “cuscinetto” ad accumulo termico.

Tra gli altri aspetti da evidenziare, la immediata percezione del tepore con il riscaldamento ad aria: una volta acceso, l’aria calda inizia a fuoriuscire dalle bocchette in pochi secondi, al contrario però una volta spento non c’è praticamente inerzia e dalle bocchette non esce più immediatamente colore.

Uno dei risvolti negativi del riscaldamento ad aria, oltre alla possibile diffusione sbilanciata del calore, è quello che affligge tutti i sistemi di questo tipo, anche quelli casalinghi: la circolazione forzata dell’aria può sollevare più facilmente il pulviscolo o i peli dei quattrozampe che spesso accompagnano gli equipaggi e persone particolarmente sensibili potrebbero averne qualche fastidio: ovviamente stiamo parlando di situazioni estreme, una buona pulizia del camper è più che sufficiente per minimizzare o azzerare questa possibilità.

Il riscaldamento ad acqua

Il riscaldamento ad acqua prevede invece un sistema più simile a quello casalingo, con una stufa/bruciatore che riscalda un mix di acqua e glicole propilenico, che viene immessa in circolo da una pompa e diffonde il calore attraverso radiatori, posti nei “locali” del camper come nelle stanze di una casa. E’ del tutto evidente che si tratti di un sistema decisamente più complesso di quello ad aria, perché richiede un impianto idraulico dedicato, numerosi radiatori e spesso uno scaldasalviette, che generalmente si trova nei bagni di motorhome di alto livello, oltre ad una pompa acqua dedicata e un sistema di cablaggi e tubazioni che corrono in tutto il camper, con l’inevitabile aggravio di costi, non solo tecnici ma anche di progettazione e montaggio. Per questi motivi è quasi sempre presente solo su veicoli ricreazionali top di gamma, di prezzo piuttosto elevato o di lusso. Il più conosciuto ed utilizzato, una sorta di monopolio nel settore specifico, è il sistema Alde che è diventato quasi un sinonimo di riscaldamento di qualità e la sua presenza automaticamente fa assumere un diverso blasone al camper stesso; esistono comunque altri marchi come ad esempio Eberspacher che producono sistemi del genere, più spesso destinati ad altri settori dell’automotive.

Il riscaldamento ad acqua, come nei nostri appartamenti ed uffici, da un punto di vista tecnico e di diffusione del calore è sicuramente migliore dei sistemi ad aria, permette al tepore generato dai radiatori di diffondersi molto più omogeneamente su tutta la cubatura della cellula. Minimizza o azzera del tutto la presenza di punti maggiormente riscaldati dove escono le bocchette sui sistemi ad aria oppure più freddi, evita il sollevarsi del pulviscolo non utilizzando l’aria forzata ma la diffusione del calore con cicli convettivi naturali e mantiene la temperatura interna del camper decisamente più stabile. Il riscaldamento ad acqua, come facilmente percepiamo a casa mettendo una mano sui caloriferi anche quando è partita la caldaia, è meno immediato di quello ad aria a cominciare a diffondere tepore (deve riscaldarsi l’acqua, iniziare a circolare, riscaldare i radiatori e quindi erogare il calore) ma, al rovescio, una volta spento, gode di un minimo “volano” termico raffreddandosi più lentamente.

Un parziale limite del riscaldamento ad acqua è dato dal maggior peso globale: considerando grossomodo simile il peso della caldaia/bruciatore, tra tubazioni, radiatori ed acqua in circolo la massa è decisamente superiore a quella del riscaldamento ad aria: anche per questo motivo si trova più spesso su grandi motorhome da patente C, già previsti per portate superiori ai canonici 35 quintali della maggioranza dei camper.

I due sistemi a confronto

I due sistemi di riscaldamento – aria o acqua – che abbiamo visto hanno sostanziali differenze, pur raggiungendo bene entrambi lo scopo. A parte le differenze tecniche descritte, il discrimine tra i due resta per forza di cose il costo, ed è questa la motivazione principale per cui è più facile trovare il riscaldamento ad acqua solo su camper di prezzo elevato.

Riscaldamento ad ariaRiscaldamento ad acqua
Sistema più sempliceSistema più complesso
Diffusione più localizzata del caloreDiffusione più omogenea del calore
Calore meno omogeneoCalore più omogeno e diffuso
Immediatezza del calore percepitoVolano termico più lento ma duraturo
Minor pesoMaggior peso
Costo impianto più contenutoImpianto più costoso

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