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Rovigno, incontro con la bellezza

La “perla dell’Istria” oltre a dispensare bellezza, fascino e romanticismo, è una località che crea eventi di ogni tipo, in ogni periodo dell’anno. Tra le iniziative di maggio (dall’11 al 13) mette in scena il Campionato Nazionale per Majorette, una kermesse vivace e coloratissima che conferisce a Rovigno un’atmosfera indimenticabile.

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Rovigno dista trenta chilometri dal golden camping Porto Sole di Vrsar (Orsera) ma poiché nei giorni di festa bisogna fare i conti con la scarsità di parcheggi, il suggerimento è di raggiungere Rovigno via mare. Ci s’imbarca nel porto dell’incantevole cittadina di Vrsar (Orsera) e durante la navigazione le emozioni non mancano. A babordo sfila la frastagliata costa, la foce del canale di Lem, qualche isolotto e poi a dritta, all’orizzonte, ecco il campanile veneziano della chiesa di Sant’Eufemia, che sembra sorgere dalla schiuma del mare. Più ci si avvicina, più la sagoma di Rovigno si concretizza, con le sue case alte e colorate, le une addossate alle altre a picco sull’acqua e che salgono a grappolo lungo la collina.

Passeggiando per Rovigno

La banchina dell’attracco occidentale (il porto è dalla parte opposta) e la piazza Valdibora sono assediate dalle variopinte bancarelle del mercato in una mescolanza di articoli, dai souvenir alla frutta fresca e ai prodotti locali. Il centro storico del paese più pittoresco dell’Adriatico è a due passi dipanando un reticolo di vicoli che si arrampicano sul promontorio. Rovigno è un po’ Venezia, per le calli, per la presenza continua del Leone Alato e per il campanile di Sant’Eufemia, copia perfetta di quello di San Marco. Rovigno è anche un po’ Burano, per le case colorate che si riflettono sull’acqua ed è anche un po’ “chiozzotta” con i camini (sono quasi 3000) esterni alle abitazioni.

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Rovigno è bella nel suo insieme ed è piacevole scoprirla inerpicandosi per le stradine e per le lunghe scalinate, partendo dalla piazza “Marsala Tita” e passando sotto l’arco barocco dei Balbi. Via Grisia è la strada più pittoresca e animata: curiose sono le tante chiesette sconsacrate, trasformate in atelier-gallerie gestite di pittori realisti. In cima alla salita troneggia la bianca sagoma barocca della chiesa di Sant’Eufemia, costruita nel 1736 quando Rovigno era la città più autorevole dell’Istria.

Dal piazzale antistante alla chiesa, tra il profumo dei pini, dei cipressi e dei mirti, si apre un panorama magnifico sull’azzurro del mare, sui profili di alcuni isolotti e sul porto.

Se si esclude il palazzo barocco che ospita il Museo Civico, con la sua facciata sgargiante, la chiesa di Sant’Eufemia e il suo campanile, la slanciata Torre dell’Orologio (XII sec), tinteggiata di rosa, Rovigno non possiede altri edifici storici di  grande impatto.

Rovigno e le majorette

E’ qui la festa! In piazza “Marsala Tita”, un affascinante palcoscenico che presenta un fondale di case dai colori vivaci che si riflettono sul porto meridionale tappezzato di piccole barche da pesca e da diporto. Intorno sfilano i caffè e i ristoranti con i loro animati dehors, mentre al centro della piazza troneggia una caratteristica fontana.

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In piazza, davanti a un pubblico numerosissimo, si esibiscono le majorette rovignesi, avvolte nelle loro sfavillanti divise bianco-rosse e accompagnate dalle musiche della Banda d’ottoni di Rovigno. Ritmo e sensualità accompagnano le varie esibizioni che creano a uno spettacolo fantasmagorico cui vale la pena assistere. All’ora di pranzo bisogna seguire l’odore delle sardelle arrosto in “saor”, tipiche delle feste rovignesi. (suggeriamo il Kantinon Tavern),

Nel pomeriggio riprendiamo il battello per il ritorno a Orsera, dove ci aspetta un tramonto da sogno.

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