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Conosciamo Sonja Brocca-Nastić, anima del gruppo Arena e personaggio di spicco del campeggio in Croazia

Sonja Brocca-Nastić, recentemente ritiratasi dalla carica di Direttore dei camping Arena Medulin, Arena Stoja e Arena Indije, ma soprattutto personaggio di spicco nel mondo del campeggio croato, è stata insignita durante l’ultimo Congresso dei Campeggi Croati, di un importante riconoscimento alla carriera. L’abbiamo incontrata e conosciuta proprio in questa occasione, e la sua storia ci è sembrata subito interessante e rappresentativa di come la passione, la dedizione e la lungimiranza siano qualità che portano a grandi risultati. Grazie alla nostra intervista, siamo sicuri che imparerete anche voi ad apprezzarla.

Lei è una figura storica del Gruppo Arena. Come si evoluta questa realtà negli anni e qual è stato il suo contributo?
Non ho iniziato nei campeggi, ma negli alberghi di Arena. Dopo 20 anni di lavoro in quell’ambiente, tra alberghi e villaggi turistici, pur sapendo poco e niente di camping, ho deciso di cambiare alla prima opportunità: mi piaceva stare all’aria aperta, lo stile di vita libero tipico del campeggio, così ho iniziato a lavorarci. In due mesi ho imparato tantissimo, viaggiando tra i campeggi dell’Istria, i più vicini, quelli che erano già ben avviati, e così anche in Arena abbiamo iniziato a fare innovazione; piccoli investimenti, all’inizio, che però permettevano ogni anno di aumentare un po’ la clientela, il numero degli arrivi e soprattutto la qualità, che era il nostro principale obiettivo. Ho partecipato a tanti viaggi organizzati dall’Unione dei Campeggi Croati per comprendere le differenze e confrontarci con altre realtà europee. Sono stata in diversi Paesi, ogni anno a fine stagione, con una parte del mio team e una volta tornata nella nostra struttura ho potuto trasmettere a tutto lo staff quanto appreso durante i nostri viaggi con la volontà di qualificare il campeggio.

L’Unione dei Campeggi Croati è un’organizzazione che ci sembra abbia avuto un ruolo importante nella sua carriera. Lei ha avuto anche un ruolo al suo interno?

Assolutamente sì. Sono anche stata nell’esecutivo all’inizio. Con questa organizzazione ho fatto e imparato tante cose. Già all’epoca ci lavoravano persone che erano da anni nel marketing, nelle vendite e a me non interessava solo la vendita, ma anche il marketing. Lavorando per e insieme all’Unione dei Campeggi Croati ho imparato moltissimo anche nelle strategie di marketing.

La premiazione

Quindi lei è entrata subito in quello che poi è diventato il Gruppo Arena?

In Arena ci sono dal lontano 1977, sempre sotto lo stesso tetto, anche se è cambiato il proprietario. È un gruppo di cui oggi fanno parte diversi alberghi 4 stelle, villaggi turistici e otto campeggi.

Noi di Golden Camping siamo stati a visitare l’Arena One la scorsa estate…

Avete visto? Abbiamo fatto degli investimenti importanti, una rivoluzione che ha cambiato tutto il campeggio! Dalle infrastrutture al servizio, una cosa favolosa. Si vende anche bene, perché ha tutto un altro tipo di clientela, un altro servizio, un’altra qualità!

Se volessimo riassumere in breve, cos’è che differenzia Arena? Qual è il vostro cavallo di battaglia?

Per ciò che riguarda i campeggi, la loro posizione in mezzo alla natura. Sono tutti e otto affacciati sul mare, i campeggiatori, con la loro roulotte o con la loro tenda sono a 5 metri dall’acqua, la posizione ideale per un campeggio. È vero, tanti campeggi lavorano bene comunque per altri servizi che offrono, ma noi abbiamo la fortuna di avere il mare a due passi.

Una bella fortuna lavorare al mare, in mezzo alla natura…

Sì, a me piace tanto perché ho uno stile di vita più libero. Bisogna sempre offrire un certo livello di qualità, non si scappa, ma il modo di pensare degli ospiti dei campeggi è completamente diverso da quello degli ospiti degli alberghi: più libero; per esempio, un campeggiatore fa colazione quando vuole, se vuole, non ha etichette, non deve cambiarsi 3 volte al giorno ma gli basta cambiare il costume da bagno!

Quali sono le sinergie che create fra i campeggi del gruppo? Avete dei momenti di formazione comune, una stessa linea guida per l’ospitalità, per determinate caratteristiche?
In genere sì, ma ogni campeggio è specifico per sé, vuoi per la posizione, per la grandezza o per la superficie: c’è quello che ha 4 ettari, l’altro che ne ha 30 o 60, come il Kažela che ora stiamo rimodernando. Perciò dipende, non si possono fare confronti tra quello da 4 ettari e quello da 60, però l’amministrazione è la stessa per tutti, abbiamo un ufficio marketing che naturalmente impartisce delle direttive.

Per quanto riguarda il turismo dall’Italia, rappresenta una parte importante della vostra clientela?

Sì, ne abbiamo di italiani, si trovano bene. Amano molto Arena Stoja, Arena Stupice, che sono vicini alle riserve naturali di Kamenjak e Premantura: offrono una natura favolosa, un parco naturale che piace tantissimo. Apprezzano poi in particolare l’offerta gastronomica, a base di pesce e carne.

Vorrei tornare a quanto ci raccontava prima: avete fatto, o fate, dei percorsi di formazione. Dove andate?

Siamo stati in Italia, in Austria, in Francia, in Spagna, in Olanda.

E quale di queste escursioni è stata la più interessante, quella che le ha dato gli spunti più utili?

Sebbene noi non lavoriamo durante l’inverno, mi è piaciuto tantissimo il Caravan Park Sexten, in Alto Adige, oltre a strutture in Spagna e Francia. L’Italia è già un’industria, da cui si può sempre imparare, che mi piace visitare e con cui mi piace confrontarmi; l’abbiamo visitata moltissimo, in parecchie regioni.

In Spagna ci sono un’infinità di strutture, da Girona a sud, alla Costa del Sole. I campeggi sorgono tra ulivi e vigneti, un po’ come in Toscana: non c’è il mare, ma c’è tutta un’altra concezione del campeggio, della natura, del risposo, dei giochi per i bambini, delle piscine…

Quando finirà la sua avventura con Arena?

Penso di essere agli sgoccioli, poi mi dedicherò a me stessa e a tutto quello che ho trascurato negli ultimi 40 anni!

Ho dato tantissimo al lavoro, con passione e dedizione, ma arriva il momento di farsi da parte in favore di tanti giovani che hanno bisogno di lavorare e che hanno voglia di farlo, che devono imparare, quindi a ognuno il suo passo. Adesso il mio è quello di starmene un po’ a casa, nel mio giardino, nel mio orto, rilassarmi e fare i bagni al mare che non ho potuto fare, pur abitandoci vicino!

Ringraziamo tantissimo Sonja e le auguriamo una piacevole pensione.

La nostra intervista

 

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