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Sta arrivando l’inverno: come preparare il camper per il rimessaggio?

Con l’arrivo della brutta stagione sono in molti a fermare il camper al rimessaggio in attesa della primavera. In questo articolo vi proponiamo qualche suggerimento per mantenerlo in ottime condizioni e in piena sicurezza.

Con il miglioramento delle prestazioni “termiche” dei camper, tra una migliore e più efficace coibentazione con materiali pregiati come lo Styrofoam (polistirene estruso ad alta densità e cellule chiuse), sistemi di riscaldamento più performanti o doppio pavimento, l’uso invernale del camper anche in situazioni di freddo intenso si è fatto sempre più comune e frequente. L’immagine di camper parcheggiati vicino alle piste da sci, sotto cumuli di neve, è diventata quasi un’icona, con gli occupanti che sui social mostrano fieri l’indicazione del termometro interno che segna temperature molto confortevoli. Ma non a tutti piace affrontare l’inverno: sono in molti quelli che, con il freddo, le giornate più brevi, il tempo spesso grigio e piovoso, preferiscono fermare il veicolo in autunno per riprenderlo in primavera.

La sosta prolungata però deve prevedere accortezze speciali, specie nei rimessaggi, spesso niente altro che piazzali, magari sterrati, con servizi minimi o nulli, esposti all’inclemenza del meteo. Il camper è un veicolo costoso, vale la pena quindi cercare di conservarlo al meglio, anche perché anche da fermo può subire danni non indifferenti se non vengono adottate le dovute precauzioni.

Il “ricovero” del camper

Ovviamente, la migliore soluzione per proteggere il camper dal meteo sarebbe quella di poterlo fermare in un garage chiuso. Una tettoia è già situazione più frequente ma anche qui gli ostacoli non sono pochi: il costo (sia come acquisto della struttura che come possibilità al rimessaggio) e soprattutto i permessi, anche se disponiamo di un’area privata. La soluzione più economica sono i teli di copertura, ma vanno usati con giudizio per vari problemi che potrebbero comunque creare, primo fra tutti la condensa se non opportunamente traspiranti oppure la lacerazione per il vento. Ricordiamo poi che, una volta coperto il camper, in qualsiasi modo, i pannelli solari eventualmente montati non produrranno più corrente, vanificando la loro azione durante i mesi di sosta e la batteria avrà necessità di manutenzione periodica. Esistono aziende specializzate che producono teli personalizzati con finestre trasparenti per i pannelli, ma sono ovviamente da realizzare esclusivamente su misura.

Il gelo, principale nemico

Una volta che il camper è fermo al rimessaggio per la sosta invernale, il nemico principale da combattere è sicuramente il gelo, che cresce esponenzialmente all’aumentare di latitudine e altitudine, ovviamente. Bisogna tassativamente quindi eliminare qualsiasi traccia di acqua nelle tubature, nella pompa e nella rubinetteria, svuotando l’impianto in modo accurato, sia i serbatoi delle acque chiare, che quelli delle grigie e delle nere. I rubinetti di scarico devono rimanere aperti per permettere anche alle ultime gocce di fuoriuscire, ricordandosi di verificare le pendenze per essere sicuri che non resti acqua in qualche curva delle tubazioni. Ricordiamoci di effettuare lo svuotamento anche del boiler, anche se dotato di valvola “no-frost” è sempre meglio lasciarlo vuoto, facendo defluire l’acqua manualmente e agendo sull’apposita valvola. Per svuotare la pompa dell’acqua, bisogna lasciarla girare qualche istante per svuotala completamente aprendo un rubinetto. Se il camper dispone di un filtro all’ingresso della pompa accertatevi che sia vuoto, perché è una delle prime cose che il gelo danneggia. La rubinetteria deve rimanere aperta per far circolare aria all’interno e, se ne avete la possibilità, utilizzate un getto di aria compressa per soffiare all’interno del tubo di uscita, così da far volare via le ultime goccioline dal miscelatore. Ricordatevi anche del maceratore delle acque nere, per chi lo ha installato.

Stacchiamo le batterie

Staccare le batterie, sia dei servizi che del motore, è tassativo per la lunga sosta, invernale ma anche estiva (caso sicuramente meno frequente, ma possibile): l’autoscarica è molto più lenta se non sono collegate ad un impianto elettrico.

Per scollegare le batterie, il modo più semplice ed economico è quello di montare i cosiddetti “staccabatteria”, meccanici o elettronici, che facilitano l’operazione con un semplice gesto immediato, senza dover smontare nulla. Con i pannelli solari montati si può invece stare tranquilli, specie se dotati di circuiti (il parallelatore) che provvedono alla ricarica di quelle dei servizi ma anche di quelle del motore. Come accennato, ricordiamoci però che se il camper è coperto, i pannelli non funzioneranno o solo molto marginalmente (ad esempio, in caso di tettoia alta che lascia passare un po’ di sole). In ogni caso, anche con le batterie staccate, il periodo di mancanza di ricarica che possono sopportare è limitato (dipende dal tipo: le sempre più diffuse batterie al litio, tra gli altri vantaggi, vantano una autoscarica molto più lenta rispetto alle AGM classiche), per cui è necessario, se la sosta invernale è molto prolungata, provvedere periodicamente alla ricarica. Le batterie al piombo AGM, invece, una volta scese sotto un certo limite, vanno in solfatazione e vengono danneggiate irreparabilmente.

Lubrificare serrature e guarnizioni

Guarnizioni e serrature subiscono anch’esse un attacco dal freddo intenso, per cui è buona norma lubrificarle prima di una lunga sosta invernale. In particolare, il velo di umidità che si forma sulle superfici di gomma, con il gelo potrebbe far incollare le due parti, ed aprendo una finestra o un gavone la guarnizione potrebbe lacerarsi.

Conviene quindi applicare un velo di grasso o lubrificante specifico siliconico che, oltre a garantire sempre un’ottima tenuta le ammorbidisce, impedendo loro di incollarsi agli altri materiali con cui sono a contatto. Un procedimento simile va fatto con le serrature: un goccio d’olio in inverno per evitare che umidità o qualche goccia di pioggia possa penetrare e gelarsi con le basse temperature. Questo è un accorgimento datato, ma sempre attuale. La tecnologia attuale dei lubrificanti ci offre ottimi prodotti per lo scopo, dotati di comodi erogatori spray che ci consentono di eseguire l’operazione in maniera pulita e in profondità. Una spruzzatina di questi lubrificanti tiene in forma le serrature, allontana l’umidità e le preserva da inceppamenti e gelate. Ovviamente, è tassativo non esagerare con le quantità e usare oli specifici allo scopo, molto fini o siliconici; i lubrificanti troppo densi, ad esempio quello per la catena della moto che abbiamo in casa, nel tempo tenderebbero a formare una sorta di colla untuosa che trattiene lo sporco e peggiora la situazione.

Chiudere le bombole

Quella di chiudere le bombole più che una raccomandazione data dal buon senso, diventa un vero e proprio obbligo durante una sosta prolungata in cui il camper non è in uso. Il gas può essere una temibile fonte di pericolo, che può diventare una catastrofe esponenziale in un rimessaggio con decine di camper parcheggiati vicini nel malaugurato caso di incendio di uno di essi. Il rubinetto delle bombole va pertanto tassativamente chiuso quando non usiamo il camper. Le recenti bombole in vetroresina, presentate sul mercato da alcuni anni, garantiscono maggior sicurezza rispetto a quelle tradizionali: se attaccate da un incendio, reagiscono infatti con una lenta combustione controllata e non scoppiano.

Rinfrescare la cassetta

Oltre allo svuotamento degli impianti idraulici di cui abbiamo parlato prima, un paragrafo a parte è necessario per la cassetta delle acque nere. Pur se ben lavata, ha bisogno infatti ogni tanto di una energica “rinfrescata” per togliere quel residuo di odori sgradevoli che persistono. Il fermo invernale diventa quindi il momento migliore per procedere in questa operazione. Esistono prodotti specifici, denominati generalmente con il suffisso “rinse” (risciacquo, in inglese) per pulire profondamente la cassetta e rinfrescarla; in assenza, anche una energica strigliata con acqua tiepida e sapone può andare bene. Dopo aver finito, lasciamo asciugare bene e ricordiamoci di lubrificare guarnizioni e meccanismi con apposito olio al silicone: la cassetta sarà pronta per la stagione successiva.

La pulizia

Come faremmo per la casa al mare a settembre al momento di chiuderla, è normale procedere ad una bella pulizia del camper alla fine della stagione, togliendo almeno il grosso per ritrovarlo in condizioni decenti l’anno successivo. Una energica lavata esterna e una bella pulizia interna sono quindi un ottimo modo per trovare, specie se ben coperto, il camper pronto a partire. Se non possiamo proteggerlo con una copertura, lasciarlo pulito ridurrà in ogni caso il fastidioso lavoro una volta che lo riprenderemo, quando vento e pioggia avranno inevitabilmente accumulato sporcizia, inquinamento, creando quelle antiestetiche righe nere di colatura che vengono per lo più dal tetto, vero ricettacolo di sporco e fuori dalla nostra portata visiva. Tra l’altro, se possibile, converrebbe lasciare il camper parcheggiato con una leggera pendenza verso la coda in modo da ridurre al minimo il ristagno d’acqua sul tetto e l’accumulo di sporcizia, concentrando le colature sulla sola parete posteriore, più facile da pulire, anche perché quasi sempre priva di finestre (per i camper pannellati) e comodamente raggiungibile con una semplice scopa o spazzolone.

Quasi tutti i camper, in genere “puntano” un po’ verso l’anteriore, in particolar modo quando scarichi, accumulando una vera e propria “pozza” di sporco tra il tetto e la gobba per i mansardati. Passando all’interno, è tassativo ovviamente svuotare la cambusa e togliere qualsiasi confezione di alimenti aperta: le formiche, i topi o altri insetti potrebbero infestare la cellula, attirati dal cibo, creando problemi complicati in quanto diventa molto difficile stanarli se fanno un nido in posti poco accessibili e visibili. Ricordiamoci poi che le scadenze dei cibi chiusi o inscatolati, anche se ben conservati, potrebbero abbreviarsi, specie se il camper è esposto al sole: svuotare tutti gli scaffali è quindi consigliabile. Una volta fermato il camper, è necessario inoltre aprire il frigo, facendo asciugare l’inevitabile condensa che si forma per la differenza di temperatura interna/esterna, e provvedere ad una buona pulizia. Successivamente, bisogna lasciare le porte (frigo e freezer se separati) aperte con uno spiraglio per far circolare aria durante il rimessaggio, in modo da evitare il formarsi di cattivi odori o, peggio, di muffe.

Circolazione dell’aria

La condensa è uno dei problemi più dannosi all’interno di camper e caravan. I veicoli più recenti vantano strutture insensibili ad acqua ed umidità ma questa sorta di impermeabilità totale addirittura può acuire i fenomeni di condensa interna, perché blocca completamente la traspirazione, lasciando cattivo odore in tempi relativamente rapidi, quando non vere e proprie tracce di muffa. In particolare, le strutture tessili (materassi, cuscini, tappezzeria) sono fortemente igroscopiche e possono quindi risentire molto della condensa, in particolare nelle parti non visibili e poco areate, come il fondo dei letti o gli angoli profondi delle mansarde, per non parlare dei danni possibili alle strutture ancora in legno dei camper più anziani. Aprire dei piccoli spiragli per far circolare un minimo d’aria è quindi altamente consigliato, ormai tutti gli oblò hanno posizioni già previste per questo scopo, in modo da preservare la cellula e gli arredi dalla perniciosa condensa, o almeno minimizzarla.

Le gomme

Gli pneumatici del camper invecchiano precocemente rispetto al livello di battistrada ancora disponibile, fatto dovuto alle limitate percorrenze che spesso sono tipiche di questi mezzi. Per un fattore di sicurezza è necessario cambiarli anzitempo per anzianità più che per usura, un dispiacere per le tasche che cresce proporzionalmente al battistrada residuo, ma che non può essere rimandato. Se usiamo poco il camper, non è possibile ovviare a questo fastidioso problema. Quello che è invece possibile fare però è almeno evitare che le gomme prendano vizi di forma. Le lunghe soste, con il pesante carico che grava su un solo punto, infatti può, a lungo andare, deformare la struttura dello pneumatico, ovalizzandolo e facendolo poi vibrare in marcia. La soluzione regina, poco attuabile e costosa per la maggioranza, è quella di “scaricare” il peso dalle gomme con i martinetti idraulici che sono pochi camper a montare visti i costi e i pesi, oppure con martinetti manuali meccanici, ma anche questa variante necessita di condizioni spesso impossibili da avere. Una buona alternativa è a portata di mano, sono i salvaruota, appositi distanziali, anche per le gomme gemellate, da inserire tra il camper e il terreno di base: scaricano il peso su una superficie più ampia ed evitano il contatto con il suolo, più freddo o più caldo a seconda delle stagioni, specie se asfaltato o cementato. Se non riusciamo a fare in nessuno di questi modi appena descritti, è buona norma spostare periodicamente il camper di poco, anche mezzo metro è sufficiente, per non far gravare il peso sempre sullo stesso punto delle ruote per periodi eccessivamente lunghi.

Non dimentichiamolo al rimessaggio

Come si dice spesso, il tempo vola e non ci accorgiamo di come passi in fretta nella nostra vita quotidiana. Può succedere quindi che, lasciato il camper al rimessaggio a novembre, passino settimane o mesi in un batter d’occhio. Il nostro amato veicolo non andrebbe abbandonato fino a primavera, come abbiamo visto necessita di attenzioni e cure periodiche, meglio se programmate con cadenza regolare. Almeno una volta al mese sarebbe consigliabile andare a trovarlo e coccolarlo un po’, agendo su servizi e accessori, ad esempio aprendo le finestre e facendo scorrere gli arrotolatori di oscuranti e zanzariere, per alleggerire il carico di tensione delle molle di richiamo. Oppure, aprendo le porte, i gavoni e tutto quello che si muove su snodi per minimizzare l’accumulo di polvere o ossidazione che a lungo andare può far perdere scorrevolezza. Anche la pompa dell’acqua, il riscaldamento, il frigorifero, il fornello andrebbero accesi per qualche istante o minuto, per contrastare gli effetti di calcare o del fermo prolungato, e per non trovarsi magari con una brutta sorpresa alla prima uscita di primavera (ad esempio, pare accertato che ad alcune specie di ragni piaccia tanto fare il nido nel camino del bruciatore del frigorifero, fino a ostruirlo!). In questi momenti, approfittate anche per accendere il motore, qualche minuto in modo che il lubrificante si scaldi e ritorni bene in circolo in tutto il propulsore: nel tempo, per gravità tende inevitabilmente a scendere e dopo lunghi periodi – ovviamente molto prolungati – alcune parti potrebbero essere non correttamente lubrificate. È per questo motivo che alla riaccensione è assolutamente vietato “sgasare” ma bisogna agire dolcemente. Per lubrificare meglio anche la trasmissione sarebbe opportuno anche un breve percorso ma generalmente sono in molti a sospendere l’assicurazione, per cui su strada pubblica non se ne parla e ci dovremo accontentare di un giretto per il rimessaggio.

Le principali operazioni da fare per un corretto rimessaggio invernale del camper

Svuotare gli impianti idraulici contro il gelo
Chiudere i rubinetti delle bombole del gas
Staccare le batterie (se non si hanno i pannelli e non sono coperti)
Lubrificare guarnizioni e serrature
Rinfrescare la cassetta delle acque nere e lubrificare meccanismi e guarnizioni
Pulire a fondo il camper e svuotare la dispensa
Pulire e lasciare aperto il frigorifero
Far circolare aria per evitare la condensa
Evitare di lasciare le gomme sempre nella stessa posizione o inserire i salvaruota
Accendere il motore e lasciarlo girare qualche minuto periodicamente
Movimentare periodicamente i meccanismi delle finestre e le cerniere

 

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